N° 74

 

OMBRE NELLA NOTTE

 

Di Carlo Monni (con concetti e personaggi di Fabio Volino)

 

 

1.

 

 

            La ragazza bionda e attraente fa un sorriso alle telecamere e comincia a parlare:

-Buongiorno ai nostri telespettatori e a tutti coloro che ci seguono in streaming e con le altre piattaforme per tablet o i-phone. Io sono Belinda Scott e siamo su “Il diavolo è nei dettagli”, la trasmissione del WFSK di approfondimento delle imprese dei supereroi urbani. Stasera parleremo del nuovo vigilante che agisce nella zona di Upper Manhattan, preferibilmente in Harlem. Diversamente da altri eroi in costume che agiscono nelle stesse zone, come Falcon, Patriot o la Tigre Bianca, questo vigilante non esita ad usare la forza letale ed ha già provocato la morte di due spacciatori ed il ferimento in modo grave di altri sette criminali durante i suoi raid notturni. La sua identità resta un mistero come lo stesso nome che usa. I media lo hanno soprannominato il Cacciatore Notturno. Stasera ne parleremo con ospiti molto noti della comunità afroamericana di New York come il candidato al Congresso Sam Wilson, il Reverendo Jackson Tolliver e l’avvocato esperto in diritti civili Frank Raymond. Cominciamo proprio con lui. Ci dica la sua opinione avvocato Raymond.-

            Il massiccio legale di colore congiunge le mani e sfodera un sorriso affabile mentre risponde:

-Beh… miss Scott, mi sembra ovvio che questo… Cacciatore Notturno, come lo chiama lei, altro non è che la naturale risposta al disagio della comunità di fronte ai recenti avvenimenti. Se la Polizia invece di proteggere gli esponenti delle minoranze li perseguita e li uccide senza motivo, quale altra risposta rimane ai comuni cittadini se non reagire come possono?-

-Insomma sta dicendo che condona il vigilantismo, il prendere la legge e la vita altrui nelle proprie mani?- interviene il Reverendo Tolliver.

-Non faccia l’ingenuo con me, Reverendo, non è forse quello che fanno i cosiddetti eroi come Devil, Falcon o Capitan America che pure sono amati e rispettati dalla folla e tollerati, se non addirittura usati dalle autorità costituite?-

-Capitan America non uccide e nemmeno Devil.- ribatte Sam Wilson -Usano solo la forza strettamente necessaria e mai intenzionalmente letale.-

            Linda Scott sorride soddisfatta. Anche stavolta gli indici di ascolto andranno alle stelle.

 

            Ad un tavolo di un ristorante di Manhattan siede una giovane coppia e ci sono diversi elementi che contribuiscono a farli notare. Per esempio lui è un giovane di colore molto attraente e dal fisico atletico e lei è una ragazza bianca, bionda, con gli occhi azzurri, alta e decisamente bella. Se non bastasse questo ad attirare l’attenzione su di loro, c’è anche il fatto che lui indossa l’uniforme della Marina con le insegne da Tenente Comandante e lei quella dei Marines con i gradi di maggiore.

-Saremmo dovuti uscire in borghese.- sta dicendo lui.

-Ma siamo qui in missione ufficiale, dopotutto.- replica lei.

-Bella missione: recuperare un marinaio idiota che si è fatto arrestare dalla polizia locale. In ogni caso, ormai sono le nove di sera e non siamo più in servizio. Dovevamo rilassarci… anche se per quello mi basta stare con te Liz.

            Marty Mitchell le stringe le mani e Liz Mace abbassa lo sguardo. Senso di colpa per quello che è accaduto anche recentemente con Mike Rossi. Se solo la sua vita personale fosse cos’ facile da gestire come le sue imprese come Capitan America. Se non riesce a mettere ordine nella sua vita privata come può essere degna del retaggio di cui si è fatta carico?

-A cosa stai pensando?- le chiede Marty.

-Allo stress degli ultimi tempi.- mente almeno in parte lei -Non ho fatto a tempo a rientrare dalla Florida che sono dovuta partire in missione nello Spazio con i Vendicatori.[1] Nello Spazio, capisci?-

-Beh… un po’ ti invidio, lo sai?-

            Liz alza lo sguardo su di lui e gli stringe la mano.

-Paghiamo il conto e torniamo in albergo, vuoi?- gli dice.

-La migliore proposta della serata.- risponde Marty con un largo sorriso.

 

            L’uomo che si fa chiamare Serpente Supremo rivolge un sorriso alla donna che è appena entrata nel suo rifugio segreto. Qualcuno potrebbe obiettare che la smorfia sul suo viso sfigurato non è facilmente identificabile come un sorriso ma la donna in questione pare apprezzarlo comunque.

-Dunque… Heike…- le si rivolge l’uomo -… vorresti un’alleanza con me? Se non altro dimostri un gusto migliore che nello sceglierti il vestiario.

            La donna in guepiere violetta e tacchi a spillo sorride a sua volta sotto la veletta che le copre parzialmente il volto e replica:

-Come mi vesto è solo affar mio. Ora dimmi se accetti la mia offerta.-

-Prima di risponderti, vorrei sapere come hai fatto a scoprire che sono ancora vivo… e che sono il Serpente Supremo

-Ti ho sempre tenuto d’occhio, Helmut… ed ero certa che non fossi morto… tutto qui. Chi altri del vostro consiglio sa della tua doppia vita?-

-Solo il Teschio Rosso lo sapeva e ora è morto.-

-E anche sua figlia.  Poi è toccato al Seminatore d’Odio. I tuoi amici nazisti sono alle strette direi.-

-Non sono miei amici, solo alleati, e ne posso fare a meno.-

-Mi hanno permesso di rilevare quel che rimaneva dell’organizzazione del Teschio Rosso ma sappiamo tutti molto bene che è solo una situazione temporanea: presto o tardi l’Hydra o l’A.I.M. proveranno a farmi fuori. Ho bisogno di un alleato di cui fidarmi, uno che non mi tradirà.-

-E quello sarei io? Sono lusingato Heike.-

-E quindi?-

            Helmut Zemo si sofferma a guardare la maschera del Serpente Supremo e resta in silenzio per qualche istante, poi estrae da un cassetto una maschera color porpora.

-E quindi sono con te. I nostri nemici dovranno tremare davanti a noi.-

 

 

2.

 

 

            Lo schermo continua a rimandare le immagini della giovane donna bionda e dei tre uomini di colore seduti accanto a lei finché non viene premuto il tasto “pausa” del telecomando.

            L’uomo alla scrivania, un afroamericano di bell’aspetto, elegantemente vestito con baffi ed una rada barbetta dice:

-Quel Raymond mi sembra un esaltato. Lo conosci, Big Ben? Cosa sai di lui?-

            Il massiccio avvocato di colore che risponde al nome di Big Ben Donovan fa un sogghigno e risponde:

-Non è certo un amico mio. Si è fatto un certo nome come esperto in diritti civili e ha vinto molte cause per discriminazione. Sa come premere i nervi giusti di giudici e giurie sulla questione razziale. Se vuoi chiedermi se lavorerebbe per te, io credo che ti getterebbe in faccia il tuo denaro.-

-Il che sarebbe molto coraggioso o molto stupido.- replica divertito Paul Hadley Morgan, il boss del crimine organizzato di Harlem, poi fa lo zoom sulla conduttrice televisiva.-E di lei che sai dirmi?-

-Non molto. Fino a non molto tempo fa conduceva un reality di quart’ordine sulla Polizia per la WFSK poi ebbe l’idea di fare un programma su Devil e i vigilanti in costume in generale che ebbe un imprevisto successo. Finì nel mirino di uno stalker emulo di Jester che la rapì ma fu salvata da Devil, il che fece andare l’audience del suo programma alle stelle e le permise di scrivere un libro sulla sua esperienza che è finito nella lista dei best seller.[2] È diventata la beniamina del giovane Fisk che l’ha promossa produttore associato del settore notizie, in pratica il numero due. Da allora alterna l’attività di conduttrice a quella di scrittrice. Dicono che per far carriera abbia frequentato tutti i letti giusti. Non so se è vero ma comunque la trovo in gamba.-

-Ne sai parecchio, direi.-

-Beh… è una bella ragazza. Ammetto di aver fatto qualche ricerca su di lei all’epoca del suo rapimento.-

-Mi ha chiesto di partecipare al suo talk show o, al limite di rilasciarle un’intervista… il mio parere sul nuovo vigilante di Harlem.-

-Un dibattito pubblico? Come tuo avvocato te lo sconsiglio.-

            Morgan appoggia la schiena all’ampia poltrona e guarda lo schermo.

-Ma un’intervista in privato, è un’altra cosa…- dice infine -… e potrebbe essere interessante.-

 

            Liz Mace si alza dal letto stando bene attenta a non svegliare il suo compagno. Non riesce a dormire: troppi pensieri cupi, troppe cose su cui riflettere.

            Se davvero è innamorata di Marty Mitchell perché continua ad andare a letto con Mike Rossi? Non è giusto nei confronti di Marty, ha il dovere di essere onesta con lui. Perché nella vita le cose non sono mai semplici?

            Ha bisogno di schiarirsi un po’ le idee e conosce un modo perfetto per farlo. Pochi minuti dopo una figura vestita di rosso, bianco e blu salta di tetto in tetto nella notte.

 

            Il Reverendo Guillermo Garcia è intento a riguardare i registri della sua parrocchia quando sente un rumore all’esterno. Cosa può essere? Si chiede. Nulla di buono probabilmente. Essere il Pastore di una chiesa frequentata prevalentemente dalla comunità nera di Harlem è un lavoro che ha i suoi rischi ma questo lui l’ha sempre saputo fin da quando, anni prima, ha preso il posto di Paul Wilson ucciso in maniera barbara.

            Esce all’aperto e vede, piantato davanti al portone, un bastone che come pomo ha la testa di un serpente. Un avvertimento di quella setta di razzisti, i Figli del Serpente, non c’è dubbio. Vogliono intimidirlo.

            Qualcosa lo colpisce alla schiena e lui cade in avanti. Il dolore gli offusca i sensi ma nonostante esso sente distintamente una voce sferzante arrivare alle sue orecchie:

-Sporco negro, hai finito di insozzare le vesti dei servi del vero Dio.-

            Fanatici razzisti e religiosi, una razza con cui ha avuto a che fare più di una volta nella sua vita anche se non avevano costumi così variopinti… una tonaca bianca magari.

-Cosa state facendo? Fermi!-.

            Garcia conosce quella voce femminile. Doveva farsi viva proprio ora?

-Vuoi anche tu una lezione, negretta?- replica il capo della squadra di Figli del Serpente.

-Non ho paura di voi.- ribatte orgogliosamente la ragazza che si fa chiamare Nyla Skin serrando i pugni.

-Davvero? Lo vedremo subito.-

            Avanzano verso di lei in quattro e Nyla sa di non avere scampo ma li farà sudare, lo giura.

            Improvvisamente qualcosa di pesante colpisce uno dei serpenti ed una voce stentorea esclama:

-Voi non farete del male a nessuno, bastardi… mai più!-

            A parlare è stato un uomo che indossa un costume nero ed una maschera dello stesso colore che gli copre il volto.

 

 

3.

 

 

            Belinda Scott esce dagli studios della WFSK decisamente soddisfatta del risultato. La violenza e i vigilanti in costume fanno sempre audience, pare.

            Le è dispiaciuto che Sam Wilson se ne sia andato con quella sua amica dottoressa. Avrebbe voluto approfondire un po’ di cose con lui, pensa sorridendo. Tra le altre cose, il suo misterioso viaggio in Florida di qualche settimana fa.[3] Linda non era stata in grado di seguirlo come avrebbe voluto ma la sensazione che dietro quel viaggio ci fosse una storia interessante le era rimasta e con essa la curiosità di saperne di più. Ma forse sta solo razionalizzando la sua voglia di conoscere meglio l’aspirante Congressista.

-Miss Scott?-

            Linda sobbalza. Solo ieri è stata rapita da un maniaco ed anche se è stata salvata da Devil ed il suo rapitore è morto e non può più farle del male,[4] i suoi nervi sono ancora tesi.

            La voce viene dall’interno di una limousine scura che le si è affiancata. Dal finestrino abbassato sporge la testa di un uomo di colore con baffi e pizzetto.

-Non ci siamo mai incontrati prima.- dice -Io sono Paul Morgan.-

-So chi è lei.- ribatte Linda -Il Boss di Harlem, il re dello spaccio di droga, della prostituzione e del gioco d’azzardo a sud dell’Harlem River.-

-Tutte calunnie. In realtà io sono solo un imprenditore di successo che per questo suscita l’invidia di molta gente. Lei mi aveva chiesto un’intervista e mi sono detto: perché no? Potremmo cominciare stasera nel mio ristorante di Harlem.-

-Mi sta offrendo una cena per caso?-

-Sarei lusingato se accettasse.-

            Linda esita: ha preso decisioni più stupide in vita sua e questa è un’occasione davvero unica per saperne di più su uno dei gangster più in vista della città.

-Accetto.- risponde e sale nell’auto che riparte rombando.

 

            Il Cacciatore Notturno, il nuovo vigilante di Harlem. Nyla ha sentito parlare di lui e pare davvero spietato e determinato. Uno dei figli del Serpente che la stava minacciando è a terra e non si muove. È stato colpito da qualcosa di pesante, forse è morto.

            Gli altri si volgono verso il nuovo venuto che spara senza esitazione. I proiettili raggiungono due di loro che si accasciano a terra.

-Io non sono uno di quei supereroi dal cuore tenero.- proclama -Io faccio giustizia.-.

            L’ultimo dei Figli del Serpente indietreggia ma qualcosa lo raggiunge alla testa: bolas con punte chiodate.

            Il Cacciatore Notturno si avvicina all’avversario rantolante e sanguinante.

-Facciamola finita.- dice.

-È questo il tuo concetto di giustizia?- interviene il Reverendo Garcia -Dio non ha forse detto: non uccidere?-

-Non sprecare la tua pietà per questa feccia razzista, prete.- replica l’altro -Una pallottola in testa è la sola cosa che meritano.-

            Uno scudo rosso, bianco e blu saetta nell’aria tranciando a metà la pistola del Cacciatore Notturno mentre una voce femminile afferma:

-Io dico di no.-

 

            Capitan America si morde le labbra mentre lo scudo torna nella sua mano destra. Se solo fosse arrivata prima…

            Si rivolge al Cacciatore Notturno:

-Non importa di quali crimini si siano macchiati questi uomini, meritavano... meritano comunque un giusto processo. Lo stesso che avrai tu se ti arrendi.-

-E chi sei? Un dannato avvocato?-.

            In effetti sì, pensa Liz Mace avvicinandosi e reprimendo un sorriso.

-Non voglio battermi con te, capitano.- ribatte il Cacciatore Notturno -Questa non è la tua guerra, sei fuori posto qui.-

-Dovunque c’è da combattere un’ingiustizia, lì è la mia guerra.- replica Cap.

-Sei una bianca, non puoi capire.-

            La solita storia, pensa Liz, anche se non priva di fondamento ma non può pensarci adesso.

-Non costringermi ad usare la forza.- ripete.

            Con una mossa rapida il Cacciatore Notturno scaglia a terra qualcosa. C’è una sorda esplosione, un lampo di luce e poi una nuvola di fumo. Quando si dirada il Cacciatore è scomparso.

-Sono contenta che sia scappato, mi ha salvato la vita.- si lascia sfuggire Nyla Skin.

            Liz Mace guarda i quattro uomini a terra, feriti, forse morti, e spera che il sentimento espresso dalla ragazza non sia condiviso da tutti o il sogno per cui lei combatte potrebbe mutarsi in un incubo.

 

 

4.

 

 

            Linda Scott percorre il corridoio canticchiando ed entra senza bussare nell’ufficio del Capo dei Servizi Giornalistici della WFSK, dove trova anche il suo ex capo ed ex amante Alan Bright.

-Buongiorno a tutti.- saluta in tono allegro -Bella giornata, non è vero? Alan, ti trovo in forma.-

-Che ti prende Linda?- la apostrofa Bright.

-Già: che ti prende?- aggiunge l’altro -Arrivi senza farti annunciare, spero che ci sia un buon motivo.-

-Il migliore di tutti.- replica la ragazza -Lo scoop dell’anno: qualcosa che piacerà senz’altro al nostro grande capo, Mr. Fisk. Che ne dici della prima parte di un’intervista esclusiva a Paul Hadley Morgan, il boss della Mafia Nera di Harlem, che dice la sua sul crimine cittadino e i nuovi vigilanti?-

-Se è vero...-

-Lo è, te lo garantisco. Ho qui la registrazione video. La qualità è decisamente buona e credo che il reparto tecnico sistemerà le eventuali magagne senza grossi problemi.-

-Come ci sei riuscita?-

-Ah! Io scommetto di saperlo.- interviene Bright in tono acido -La nostra Linda ha sempre avuto… argomenti molto convincenti e sa come usarli.-

            Linda gli mostra il dito medio e torna a rivolgersi al suo capo diretto:

-Ho un altro appuntamento con lui per domani e stavolta mi porterò dietro tutto il mio staff per l’intervista completa e spero di convincere Morgan a venire direttamente in trasmissione.-

-Se ci riesci, stracceremo le altre reti.-

-Se qualcuno può riuscirci, quella sono io, fidati.-

            E Linda sfoggia il suo miglior sorriso.

 

            Liz Mace e Marty Mitchell entrano negli uffici elettorali di Sam Wilson e nel vedere la ragazza Sarah Casper, la sorella di Sam, fa un largo sorriso.

-Liz!- esclama -Che piacere rivederti.- guarda verso Marty -E lui sarebbe il giovanotto di cui mi avevi parlato, immagino. È davvero un bel ragazzo.-

-Lei mi imbarazza Mrs. Casper.- replica Marty.

-Chiamami Sarah e tu saresti?-

-Martin Luther King Mitchell, ma lei mi chiami pure Martin.-

-Hai un nome importante, i tuoi genitori avevano grandi aspettative per te.-

-Forse troppe, spero di non averle deluse.-

-Sei anche un devoto Battista per caso?-

-Ahimè, non troppo devoto. Ho deluso lei adesso?-

            Sarah sorride rispondendo:

-Ci mancherebbe altro, ragazzo, le tue convinzioni religiose riguardano solo te. A me dispiace solo che né tu né la tua ragazza possiate votare qui a New York per mio fratello. A proposito: immagino che siate qui per vederlo. Ora ve lo chiamo. Sam c’è qui la tua amica, il capitano Mace.-

-Maggiore.- la corregge Liz.

-Giusto, lo dimentico sempre, chissà perché.-

            Sam Wilson si fa avanti e saluta Liz e Marty, poi li accompagna nel suo ufficio.

-A che debbo la visita?- chiede.

-Ieri, nei panni di Capitan America, mi sono scontrata con quel vigilante, il Cacciatore Notturno. Mi è sfuggito e la cosa non mi va giù. Tu ne sai qualcosa?-

-Non quanto vorrei.- Sam guarda verso Marty e chiede -È affidabile?-

-Sa tutto di me.-

-Mi basta. Ho provato a dargli la caccia come Falcon ma senza successo. Quello che non mi piace è che la gente lo considera un eroe.-

-Anche a me. La violenza non genera che violenza.-

 

            I due uomini si guardano ed il anziano dice:

-Ti sei comportato bene ieri. Capitan America è ben intenzionata ma non può capire i problemi della nostra gente... non è una di noi.-

-Adesso cosa faremo?- chiede quello in costume nero.

-Continueremo la nostra crociata, è ovvio ma punteremo in alto stavolta: tu eliminerai Boss Morgan.-

 

 

5.

 

 

            Il sergente Tork fissa con sguardo interessato le due donne sedute davanti a lui. La bionda in particolare, con quei pantaloni attillati si fa decisamente notare. In confronto l’altra giornalista ha l’aria di una bibliotecaria.

Tork torna  a concentrarsi su quanto gli è stato detto.

-Mi creda, Miss Mercado, non ci sono stati errori: al Centro Ayers si spacciava droga a chili.-

-Quindi l’avvocato Raymond si è sbagliato.- puntualizza Kat Farrell.

-Non fraintendetemi. In un certo modo ammiro Frank Raymond e il suo lavoro per il rispetto dei diritti civili ma spesso tende a vedere le cose troppo in bianco e nero… con il nero che è sempre il colore giusto, se capite cosa intendo. Giusto Lou?-

Il sergente Lou Snider, un robusto uomo di colore dai capelli bianchi, fa un vigoroso cenno di assenso.

-Raymond è fondamentalmente un brav’uomo.- conferma -Ma talvolta è troppo zelante. Questo non è affatto un caso di prevaricazione della Polizia verso gli afroamericani.-

-Quindi la mia storia è confermata.- Kat Farrell tira un sospiro di sollievo.

-Spero non vi dispiaccia se continueremo a ficcare un po’ il naso da queste parti, spero.- aggiunge Joy Mercado.

-Potete ficcare il vostro bel nasino dove volete, signorine, questo è un paese libero.- replica Tork -Ma vi consiglio di stare attente. Certa gente è molto suscettibile e molto pericolosa e noi non possiamo sempre essere lì a salvarvi il culetto.-

            Joy storce le labbra.

-Sappiamo cavarcela anche da sole, stia tranquillo.- replica sicura.

 

            La prima cosa che sentono è lo stridore di freni, poi arrivano le raffiche di mitra. L’istinto affinato dal rispettivo addestramento permette a Liz Mace, Marty Mitchell e Sam Wilson  di gettarsi a terra portando con sé un po’ dei presenti senza essere feriti, ma non tutti sono così fortunati.

            Alzando la testa Liz vede entrare nei locali uomini con uniformi ben note.

-I Figli del Serpente!- esclama.

            Un inferno di fuoco si abbatte nell’ampio salone, poi le milizie razziste si ritirano e le prime teste si rialzano.

-Come state?- chiede Liz agli amici.

-Bene, credo.- risponde Sam.

-Quei maledetti!- esclama Sarah Casper -È già la seconda volta che ci attaccano.-

            Liz si guarda intorno e sente i lamenti dei feriti mentre constata la presenza di un paio di morti.

-Non devono passarla liscia.- sussurra a Sam.

-Li troveremo.- promette lui.

            E non mi fermerò finché non ci saremo riusciti, giura Capitan America.

 

            Linda Scott entra nel ristorante completamente vuoto e trova ad accoglierla Paul Morgan.

-Benvenuta nel mio regno, Linda.- le dice lui.

            Fuori dal locale, nascosto nel buio, un uomo in costume nero accarezza un fucile di precisione e si prepara a colpire.

 

 

CONTINUA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Non molto da dire su questo episodio.

1)    Il Cacciatore Notturno nasce da un’idea di Fabio Volino sviluppata dal sottoscritto.  Se bene o male, starà a voi giudicarlo.

2)    Fabio Volino è anche il creatore del personaggio dell’avvocato radicale Frank Raymond.

3)    La giornalista televisiva Linda Scott e il Produttore Esecutivo Alan Bright sono stati creati da Fabrizio Tabiani anche se il loro nome è stato ideato dal sottoscritto.

Nel prossimo episodio: troppa carne al fuoco per parlarne adesso ma vi do un consiglio del tutto disinteressato: non mancate. -_^

 

 

Carlo



[1] Vedi Vendicatori #95/98.

[2] Come sa chi ha letto Daredevil MIT #0/3.

[3] Ovvero negli ultimi episodi.

[4] Come sa chi ha già letto Devil MIT#75.